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	<title>comma 22 &#187; UK</title>
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	<description>chiunque chieda il congedo dal fronte non è pazzo</description>
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		<title>comma 22 &#187; UK</title>
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		<title>Il secolo buio di internet</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 23:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[proibizionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[
I potenziali rischi cui sono sottoposti bambini e ragazzi mentre navigano su internet preoccupano molto i politici britannici. Ad alimentare il clima di isteria e di terrore concorre l&#8217;agghiacciante caso di una cittadina del Galles del Sud, Bridgend, nella quale diciassette giovani si sono suicidati in un anno. Come quasi tutti i loro coetanei, questi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=320&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://comma22.files.wordpress.com/2008/02/cyberbully.jpg" title="cyberbully.jpg"><img src="http://comma22.files.wordpress.com/2008/02/cyberbully.thumbnail.jpg" style="float:left;margin:15px;" alt="cyberbully.jpg" /></a></p>
<p align="justify">I potenziali rischi cui sono sottoposti bambini e ragazzi mentre navigano su internet preoccupano molto i politici britannici. Ad alimentare il clima di isteria e di terrore concorre l&#8217;agghiacciante caso di una cittadina del Galles del Sud, Bridgend, nella quale diciassette giovani si sono suicidati in un anno. Come quasi tutti i loro coetanei, questi ragazzi disponevano di un account in un social network. La commissione parlamentare britannica Cultura, Sport, e Media ha organizzato un&#8217;<a href="http://www.guardian.co.uk/media/2008/feb/26/microsoft.digitalmedia" target="_blank">audizione </a>per comprendere meglio quali metodi utilizzare per proteggere i minori da contenuti dannosi su internet e nei videogiochi.</p>
<p align="justify">Le dichiarazioni di John Carr, responsabile di una ong che si occupa di protezione dei minori, audito dalla commissione sono farneticanti: poiché le imprese del settore non possono assumersi il ruolo di &#8220;prete&#8221; o &#8220;arbitro morale&#8221; nei confronti del pubblico, tutti i computer dovrebbero avere un software di protezione pre-installato e settato al massimo livello di protezione. Ora, anche a voler prescindere dalla insuperabili difficoltà tecniche che si dovrebbero affrontare per disegnare un simile software, non sembra a Carr che sarebbe proprio un simile fantascientifico dispositivo a mettere la nostra libertà nelle mani delle corporations: cosa impedirebbe loro, ad esempio, di codificare un algoritmo che ci impedisca di vedere su internet tutti i contenuti non graditi all&#8217;azienda di software che ha disegnato il programma o a chi la ha pagata.</p>
<p align="justify">Su una lunghezza d&#8217;onda più sobria e ragionevole si è collocato un altro ospite della commissione, Stephen Carrick Davies, Chief Executive di Childnet International, il quale ha sostenuto come sia facile determinare contenuti illegali, mentre sia assai più difficile discernere tra contenuti pericolosi e non; una legislazione che intenda regolamentare quell&#8217;area grigia di materiale potenzialmente pericoloso ma legale rischierebbe di comprimere la libertà di espressione.</p>
<p align="justify">Ed è singolare che la dichiarazione di maggior buon senso venga da un manager della Microsoft, Matt Lambert, pure invitato dai parlamentari a dire la sua. Nonostante egli rappresenti un&#8217;azienda che ha distrutto il mercato dei sistemi operativi imponendo con la violenza un monopolio di fatto incentrato sull&#8217;imposizione dei suoi prodotti (peraltro spesso di bassa qualità),  Lambert ricorda come le utility fornite dalla casa di Redmont siano scarsamente utilizzate e che il problema sta nel fatto che i genitori non sono abbastanza proattivi nella gestione del problema sicurezza online dei piccoli. In sostanza, sollevano alti guai, delegando al mercato una funzione, quella di vigilanza e di accompagnamento nella scoperta, che invece dovrebbe essere loro propria.</p>
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		<title>Ne ammazza più l&#8217;Ipod che la spada&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 00:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[caso italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Potenza dell&#8217;isterismo paranoide: Darren Nixon, di professione meccanico, è stato arrestato a Stoke-on-Trent, cittadina dello Staffordshire (GB), con l&#8217;accusa di sospetta detenzione illegale di armi da fuoco. Il poveretto ascoltava la musica mentre aspettava l&#8217;autobus alla fermata e ad un certo punto ha tirato fuori il suo lettore MP3, di colore nero: una signora ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=301&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://comma22.files.wordpress.com/2008/02/dna-elica-a-colori.jpg" title="dna-elica-a-colori.jpg"><img src="http://comma22.files.wordpress.com/2008/02/dna-elica-a-colori.jpg?w=166&#038;h=214" style="float:left;margin:15px;" alt="dna-elica-a-colori.jpg" height="214" width="166" /></a>Potenza dell&#8217;isterismo paranoide: Darren Nixon, di professione meccanico, è stato arrestato a Stoke-on-Trent, cittadina dello Staffordshire (GB), con l&#8217;accusa di sospetta detenzione illegale di armi da fuoco. Il poveretto ascoltava la musica mentre aspettava l&#8217;autobus alla fermata e ad un certo punto ha tirato fuori il suo lettore MP3, di colore nero: una signora ha scambiato per un&#8217;arma l&#8217;innocente dispositivo, scatenando una piccola operazione di polizia, che ha visto impegnati diversi agenti, culminata con l&#8217;arresto di Nixon.</p>
<p align="justify">Fino al momento in cui Darren non è stato liberato, sono state seguite le normali procedure previste in caso di arresto in simili circostanze, compresa la rilevazione del DNA del sospettato. Certo, nelle circostanze descritte una simile misura può al massimo guadagnarsi un titolo buffo sul giornale, che so, tipo: &#8220;gli prendono il DNA perché ascolta i Ricchi e Poveri&#8221;. Ma pensiamo all&#8217;Italia: salvo mio errore, il prelievo coatto del DNA è stato previsto per la prima volta dal decreto Pisanu (2006) e richiede comunque l&#8217;autorizzazione del magistrato. Non c&#8217;è da meravigliarsi che quasi tutti i delitti restino impuniti.  Dunque, Inghilterra &#8211; Italia: 1 &#8211; 0.</p>
<p align="justify">Ma l&#8217;erba inglese non è necessariamente più verde di quella italica: anche dopo aver chiarito l&#8217;equivoco, la polizia britannica non ha provveduto a  distruggere il campione di materiale genetico prelevato al ragazzo. Cosa grave, ma non proprio rara, se è vero quanto riportano i Liberaldemocratici, secondo cui, dei 3 milioni di campionature genetiche presenti nel DNA Database britannico, ben 125.000 sono riconducibili a persone che non hanno mai ricevuto avvisi di garanzia, né sono state mai condannate. Notate che i LibDem, il partito più di sinistra in Inghilterra, dichiarano: &#8220;l&#8217;uso del DNA è vitale nelle moderne tecniche di polizia, ma impedire la mancata distruzione del DNA di persone innocenti fa pensare più ad un stato fascista che ad una società libera e equilibrata&#8221;. Notate: i Liberaldemocratici riconoscono la necessità di usare questo strumento, si limitano ad opporsi agli abusi. Ve li immaginate i rifondaroli in Italia se vi fosse una banca del DNA anche qui?</p>
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		<title>Blair impiegato da JP Morgan: sdegno bipartisan</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 00:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia del nuovo impiego di Tony Blair presso JP Morgan suscita sdegno tanto tra i conservatori che tra i laburisti: e questo è sempre positivo, perché dimostra una volta di più che in paesi seri come la Gran Bretagna, per decidere se un comportamento è giusto o sbagliato sembra non essere necessario partire dall&#8217;appartenenza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=255&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://comma22.files.wordpress.com/2008/01/blair-2.jpg" title="blair-2.jpg"><img src="http://comma22.files.wordpress.com/2008/01/blair-2.jpg" style="float:left;margin:15px;" alt="blair-2.jpg" /></a>La notizia del nuovo impiego di Tony Blair presso JP Morgan suscita sdegno tanto tra i conservatori che tra i laburisti: e questo è sempre positivo, perché dimostra una volta di più che in paesi seri come la Gran Bretagna, per decidere se un comportamento è giusto o sbagliato sembra non essere necessario partire dall&#8217;appartenenza politica di chi lo mette in atto.</p>
<p align="justify">Il giornale scozzese The Scotsman ci informa inoltre che la banca d&#8217;affari americana guida il consorzio di banche internazionali che ha dato vita alla Trade Bank of Iraq, un&#8217;istituzione creata dall&#8217;Autorità Provvisoria della Coalizione nel 2003, ufficialmente per favorire la ricostruzione del paese (se andate sul sito ufficiale, nella pagina dedicata ai clienti della banca &#8220;irachena&#8221;, troverete una lista di ministeri di quel paese, anche se stranamente ad uno solo, quello del petrolio, corrisponde un link attivo).</p>
<p align="justify">Forse sto arrivando alle conclusioni un filo troppo veloce, ma par di capire che questa istituzione finanziaria &#8211; governata da JP Morgan &#8211; gestisce quel piccolo movimento collegato al petrolio estratto in Iraq, petrolio che costituisce la ragione della disastrosa guerra voluta da Bush, e spudoratamente appoggiata da Blair. Non c&#8217;è da meravigliarsi dunque se Gerard Howarth, portavoce conservatore per la Difesa, sia sbottato: &#8220;le forze armate britanniche non nascondono la loro perplessità nel vedere il signor Blair ritirare un cospicuo assegno dopo aver mandato le truppe del suo paese a combattere laggiù male organizzate e in numero insufficiente&#8221;.  O che il deputato <b>laburista </b>si sia dimostrato poco meno invelenito quando ha sibilato: &#8220;Sta facendo i soldi: evidentemente c&#8217;è una legge per pochi e una per tutti gli altri&#8221;.</p>
<p align="justify">A quanto pare, il buon Tony, che ha al suo servizio almeno quattro impiegati pagati dal Governo britannico &#8211; lo ha ammesso il ministro degli Esteri David Miliband, si è già messo al lavoro per il suo nuovo padrone: JP Morgan ha acquistato circa 2 miliardi di attività pregiate da Northern Rock, la banca inglese in bancarotta a causa dei mutui subprime, attualmente in rianimanzione grazie ai 26 miliardi di sterline che la Banca d&#8217;Inghilterra ha dovuto prestarle obtorto collo. Se questa operazione ha fatto certamente contento l&#8217;acquirente, che si è aggiudicato asset di buona qualità con un premio ridicolo sul valore nominale, e fatto tirare un sospiro di sollievo alla Bank of England, rientrata di una parte della sua immensa esposizione, ha preoccupato gli analisti, secondo cui la banca ha perso il controllo della parte più pregiata del suo attivo.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/comma22.wordpress.com/255/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/comma22.wordpress.com/255/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comma22.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comma22.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comma22.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comma22.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comma22.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comma22.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comma22.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comma22.wordpress.com/255/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comma22.wordpress.com/255/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comma22.wordpress.com/255/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=255&subd=comma22&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Se gli Inglesi perdono il sense of humour&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 22:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[UK]]></category>

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		<description><![CDATA[ Emma Clarke, professionista del doppiaggio, è la proprietaria di una (*) delle voci suadenti che, grazie ad una registrazione, recita instancabilmente gli annunci della metropolitana di Londra, tra cui il globalizzato e postmoderno &#8220;Mind The Gap&#8221;. La simpatica ragazza inglese, che prepara il grande salto nel mondo del teatro leggero (anche grazie all&#8217;insperata e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=149&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"> <a href="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/mind_the_gap_.jpg" title="mind the gap"><img src="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/mind_the_gap_.jpg?w=186&#038;h=140" style="float:left;margin:15px;" alt="mind the gap" height="140" width="186" /></a><strong>Emma Clarke</strong>, professionista del doppiaggio, è la proprietaria di una (*) delle voci suadenti che, grazie ad una registrazione, recita instancabilmente gli annunci della metropolitana di Londra, tra cui il globalizzato e postmoderno &#8220;Mind The Gap&#8221;. La simpatica ragazza inglese, che prepara il grande salto nel mondo del teatro leggero (anche grazie all&#8217;insperata e gratuita pubblicità del suo ex-datore di lavoro) ha fatto molto arrabbiare gli amministratori della Transport for London dichiarando che trova &#8220;orribile&#8221; viaggiare in metropolitana a Londra e pubblicando sul suo sito una serie di MP3 nei quali dà vita ad una serie di irresistibili annunci fasulli nello stesso tono, distaccato e professionale, in cui, ad esempio, ricorda incessantemente ai passeggeri di fare attenzione alla soluzione di continuità tra la banchina e il treno (problema dovuto alla faticosa riconciliazione ingegneristica tra stazioni curve e treni inevitabilmente dritti). I migliori MP3: &#8220;<em>Desideriamo ricordare ai nostri amici turisti americani che quasi sicuramente stanno parlando a voce troppo alta</em>&#8221; e &#8220;<em>Desideriamo ricordare ai passeggeri immersi nella risoluzione dei loro Sudoku che questo passatempo è da considerarsi solo una variante delle parole crociate per persone prive di immaginazione e che certamente non è più interessante di queste per il solo fatto di avere i numeri al posto delle parole</em>&#8220;. TfL (l&#8217;ATAC di Londra), pur ammettendo che &#8220;alcune delle sue performance sono divertenti&#8221;, non ha apprezzato, ritenendo che la Clarke abbia ridicolizzato la società.</p>
<p align="justify">&#8220;In realtà&#8221;, replica Emma ad un giornalista del Times che la ha raggiunta al telefono, &#8220;ho detto che odio la metro semplicemente perchè non sopporto di sentire la mia voce registrata ad ogni stazione&#8221;: in effetti, pensate che angoscia sentire se stessi ripetere un annuncio di servizio della metro, a beneficio di altri 3,4 milioni di passeggeri quotidiani. E non è tutto: ad Emma capita di imbattersi in sue registrazioni fissate in una segreteria telefonica o in uno spot radiofonico: roba da diventare matti! Per quanto riguarda gli MP3, essi si trovano nella sezione &#8220;fun&#8221; del suo sito internet, per cui non si capisce dove sia lo scandalo.</p>
<p align="justify">(*) L&#8217;ingegnere Peter Ledge nel 1968 installò i primi dispositivi che riproducevano la voce di un attore professionista che leggeva &#8220;Mind the Gap&#8221; e &#8220;Please stand clear of the doors&#8221;. Poiché l&#8217;attore insisteva per farsi pagare delle royalties, si decise di registrarle nuovamente. Su molte linee ancora oggi si può sentire la voce dello stesso Lodge, che immortalò le mitiche frasi nell&#8217;atto di sintonizzare correttamente il registratore (un Telefunken). Gli annunci della Piccadilly Line sono animati da un altro attore professionista, Tim Bentinck.</p>
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		<title>Ladri di banda (WI-FI)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 23:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[diritti digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando in Gran Bretagna è stato approvato il Communication Act (2003) il piggybacking (&#8220;agganciare&#8221; il proprio pc alla rete wi-fi non protetta del vicino) non è più un comportamento scorretto ma un reato: secondo il Times, ben 11 persone colpevoli di &#8220;freeloading&#8221; sono state arrestate. Pur essendo il wi-fi tapping quasi sempre un crimine [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=140&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/baggini.jpg" title="baggini.jpg"><img src="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/baggini.jpg" style="float:left;margin:15px;" alt="baggini.jpg" /></a>Da quando in Gran Bretagna è stato approvato il Communication Act (2003) il <strong>piggybacking </strong>(&#8220;agganciare&#8221; il proprio pc alla rete wi-fi non protetta del vicino) non è più un comportamento scorretto ma un <strong>reato</strong>: secondo il <strong><a href="http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/the_web/article2872726.ece" title="Piggybacking" target="_blank">Times</a></strong>, ben 11 persone colpevoli di &#8220;freeloading&#8221; sono state arrestate. Pur essendo il wi-fi tapping quasi sempre un crimine senza vittime, il &#8220;ladro di connettività&#8221; che scarichi file pesanti o si metta a giocare online può utilizzare così instensamente la capacità della rete da rallentarne drasticamente le prestazioni danneggiando così il legittimo beneficiario; tuttavia, la legge non ritiene rilevante questo danno potenziale, dato che punisce &#8220;chi si assicura un accesso alla rete in modo disonesto in modo tale da evitarne il costo&#8221;.</p>
<p align="justify">Il vero obiettivo di questa azione repressiva è di colpire chi si nasconde dietro l&#8217;hackeraggio della connessione per poter perseguire fini odiosi, illeciti ed illegali (pedofilia, terrorismo&#8230;): infatti, punendo allo stesso modo chi si limita a scaricarsi una volta la posta elettronica usando la rete dello studio legale vicino e chi si nasconde dietro al piggybacking per commettere reati gravissimi, la legge  limita il ricorso a questo comportamento, obbligando nel contempo il legittimo beneficiario del servizio a prendere tutte le precauzioni utili a rendere la vita del pirata il più difficile possibile (firewall, password complesse e cambiate di frequente eccetera&#8230;).</p>
<p align="justify"><strong>Julian Baggini </strong>(autore del geniale saggio &#8220;Il maiale che vuole essere mangiato ed altri 99 esperimenti mentali&#8221;, Cairoeditore 2006) nel suo commento sul <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/story/0,,2212516,00.html" title="Baggini on Piggybacking" target="_blank"><strong>Guardian</strong> </a>ritiene ingiustificato tutto questo rumore attorno ad un fenomeno tutto sommato banale: infatti, nei casi limite (che però sono i primi che ci vengono in mente) è il fine (la pedofilia, l&#8217;omicidio sistematico) ad essere illecito, non il mezzo, senza contare che, in ogni caso, non siamo noi, ma l&#8217;hacker a commettere il reato. Tuttavia, è sufficiente anche il remoto rischio di un potenziale coinvolgimento in un&#8217;indagine di polizia (che comunque non avrebbe noi come oggetto) a farci alzare barriere: &#8220;<em>questo atteggiamento negativo e paranoide sta rimpiazzando la filosofia di apertura che un tempo internet sembrava promettere</em>&#8220;. Gli ingiustificati timori di cui siamo vittime ed estensori, insomma, non sono altro che &#8220;<em>un esempio di come un eccesso di prudenza ci spinga a chiuderci di fronte agli estranei, in senso proprio e figurato. Anziché dimostrare gentilezza agli altri e concedere il beneficio del dubbio, tendiamo a mostrare loro sempre di più la nostra paura, il che è negativo per loro e per noi</em>&#8220;.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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		<title>Hina Saleem non è la sola vittima</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 23:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proprio nei giorni in cui in Italia una sentenza esemplare spedisce in galera per trent&#8217;anni il padre di Hina Saleem e gli altri due scarti umani che la hanno massacrata, il giornale britannico Times pubblica un dettagliatissimo reportage sulla vicenda di Banaz Mahmod. Ecco sua la storia di ordinaria follia: nata nel Kurdistan iracheno, poco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=132&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://sodomotto.files.wordpress.com/2007/11/banaz_mahmod.jpg" title="Banaz"><img src="http://sodomotto.files.wordpress.com/2007/11/banaz_mahmod.jpg?w=161&#038;h=121" style="float:left;margin:15px;" alt="Banaz" height="121" width="161" /></a>Proprio nei giorni in cui in Italia una sentenza <strong>esemplare </strong>spedisce in galera per trent&#8217;anni il padre di Hina Saleem e gli altri due scarti umani che la hanno massacrata, il giornale britannico <strong>Times </strong>pubblica un dettagliatissimo reportage sulla vicenda di <strong>Banaz Mahmod</strong>. Ecco sua la storia di ordinaria follia: nata nel Kurdistan iracheno, poco prima di emigrare in Gran Bretagna con la sua famiglia, viene sottoposta ad escissione dalla nonna, che la &#8220;opera&#8221; in casa con un coltello affilato e senza anestesia (per il suo bene, per liberarla dalla schiavitù del piacere, s&#8217;intende). Al compimento del suo diciassettesimo anno, il padre la promette in sposa ad un uomo di trent&#8217;anni appena arrivato dall&#8217;Iraq: marito modello, l&#8217;aggredisce e la stupra sistematicamente e un giorno le rompe un dente con un pugno per punirla della sua mancanza di rispetto: Banaz, infatti, aveva avuto l&#8217;ardire di chiamarlo per nome davanti agli amici di lui. Il &#8220;matrimonio&#8221; finisce e Banaz si innamora di Rhamat, con il quale inizia una relazione. La feroce e criminale avversione dei maschi della famiglia di lei impedisce ai due di amarsi alla luce del sole: poiché Banaz, pur separata, non ha ancora cancellato il suo vincolo matrimoniale, è tecnicamente un&#8217;adultera, che per giunta si congiunge carnalmente con un uomo che viene da una tribù curda &#8220;sbagliata&#8221;.</p>
<p align="justify">Se questi ridicoli pretesti aiutano a capire il contesto in cui è maturato il delitto,  come nota <strong>David James Smith, </strong>quello che brucia ai selvaggi che la circondano è l&#8217;<strong>autonomia</strong> di Banaz, che pretende di usare il suo corpo come meglio crede: questo fatto, mettendo in discussione il principio patriarcale secondo cui &#8220;il potere riproduttivo della donna è considerato proprietà della famiglia&#8221;, costituisce una trasgressione che può essere cancellata solo con la morte. Ed è così che una mattina di gennaio tutti i membri della sua famiglia (ad eccezione di sua sorella maggiore Beza) escono di casa presto lasciando Banaz in balìa di tre assassini inviati dallo zio che, dopo averla quasi sicuramente violentata, la strangolano con un laccio da scarpe, sistemano il suo cadavere in un trolley e lo portano a Birmingham. Gli assassini si tradiscono solo perché la tentazione di vantarsi di aver ripristinato l&#8217;onore della famiglia finisce per avere la meglio sulla prudenza: vengono processati e condannati con sentenze tra i 17 e i 23 anni (più moderate di quella italiana).</p>
<p align="justify">Come può un padre tentare di strangolare la figlia? Quale oceano di male si può agitare dentro uno zio che fa stuprare e strangolare la nipote per ripristinare l&#8217;onore della sua famiglia (le cronache dicono che abbia aiutato gli altri due a ficcare il corpo di Banaz nella Samsonite)? Come è possibile che le numerose visite di Banaz a diverse stazioni di polizia, dove ha regolarmente dichiarato di essere oggetto di minacce di morte, non abbiano condotto ad alcun provvedimento? Le cronache parlano di una ragazza che, folle di terrore per aver scampato di un soffio la morte per mano del suo stesso padre, ruppe a mani nude il vetro di una casa per attirare l&#8217;attenzione dei vicini: venne considerata un vandalo anziché una vittima dalla poliziotta che raccolse la sua deposizione. Dato che il padre aveva tentato di ubriacarla con del brandy per ucciderla più facilmente, in un primo momento nemmeno il fidanzato che la raggiunse in ospedale le credette, preferendo pensare che tentasse di nascondere con una scusa immaginifica il fatto di aver alzato troppo il gomito. Infine, siamo sicuri che persone come il padre o lo zio di Banaz meritino asilo politico nei Paesi europei?</p>
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		<title>Il &#8220;collasso morale&#8221; inglese</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 23:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[caso italia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[David Cameron (1966), in un intervento presso una associazione politica femminile, ha riportato una statistica sulle violenze carnali in Gran Bretagna: mentre gli episodi denunciati sono cresciuti del 40% negli ultimi quattro anni, il numero degli uomini condannati per questo delitto ha subìto un incremento molto moderato. Un report predisposto da osservatori indipendenti ha infatti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=130&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/cameron-david.jpg" title="cameron"><img src="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/cameron-david.jpg?w=225&#038;h=190" style="float:left;margin:15px;" alt="cameron" height="190" width="225" /></a><strong>David Cameron</strong> (<strong>1966</strong>), in un intervento presso una associazione politica femminile, ha riportato una <a href="http://politics.guardian.co.uk/conservatives/story/0,,2209660,00.html#article_continue" title="Guardian on Rape in UK" target="_blank">statistica </a>sulle violenze carnali in Gran Bretagna: mentre gli episodi denunciati sono cresciuti del 40% negli ultimi quattro anni, il numero degli uomini condannati per questo delitto ha subìto un incremento molto moderato. Un report predisposto da osservatori indipendenti ha infatti rilevato che pubblici ministeri e polizia spesso non seguono le procedure e  che sono molti i casi archiviati: con queste premesse non è sorprendente apprendere che su mille donne che hanno subìto violenza, solo 15 ottengano giustizia da un tribunale (senza contare che si stima solo un quarto delle vittime si rivolga alle autorità per denunciare il fatto).</p>
<p align="justify">Il capo dei Conservatori britannici, dunque, fa bene a chiedersi se si tratti di una situazione degna di un paese civile. Prosegue <strong>Cameron</strong>: &#8220;alcuni studi suggeriscono che circa un giovane britannico su due ritiene che vi siano casi in cui è <strong>normale </strong>forzare una donna a fare sesso: <strong>questo è il segno di un collasso morale</strong>&#8220;, cui i Conservatori promettono di porre rimedio attraverso un <strong>inasprimento delle pene</strong>.</p>
<p align="justify">Se è vero che alla denuncia di Cameron non si accompagna un vero piano di azione, bisogna riconoscere al capo dei Conservatori il coraggio di aver affrontato questa sgradevole realtà e di averla gettata in pasto al Paese perché rifletta A proposito, in Italia c&#8217;è qualcuno che tiene sotto controllo le statistiche sulla violenza sulle donne? C&#8217;è qualcuno che per lo meno si ponga il problema? Ma l&#8217;Italia non è l&#8217;Inghilterra e il partito conservatore inglese è molto più progressista dei partiti progressisti italiani.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/comma22.wordpress.com/130/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/comma22.wordpress.com/130/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comma22.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comma22.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comma22.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comma22.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comma22.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comma22.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comma22.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comma22.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comma22.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comma22.wordpress.com/130/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=130&subd=comma22&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Zac Goldsmith: conservatore verde?</title>
		<link>http://comma22.wordpress.com/2007/11/09/zac-goldsmith/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 00:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[UK]]></category>

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		<description><![CDATA[
Zac Goldsmith, 32 anni, è un ecologista un po&#8217; speciale: infatti, se state pensando ad un tipo alternativo, un po&#8217; spettinato, che indossa maglioni a pelle e guida un maggiolino di colore improbabile, siete fuori strada: Zac è un bel ragazzo sbarbato in completo di sartoria cui, come ogni vero snob, di solito non abbina [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=120&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/zac-and-sheherezade1.jpg" title="zac-and-sheherezade1.jpg"><img src="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/zac-and-sheherezade1.jpg?w=244&#038;h=175" style="float:left;margin:15px;" alt="zac-and-sheherezade1.jpg" height="175" width="244" /></a></p>
<p align="justify">Zac Goldsmith, 32 anni, è un ecologista un po&#8217; speciale: infatti, se state pensando ad un tipo alternativo, un po&#8217; spettinato, che indossa maglioni a pelle e guida un maggiolino di colore improbabile, siete fuori strada: Zac è un bel ragazzo sbarbato in completo di sartoria cui, come ogni vero snob, di solito non abbina la cravatta.</p>
<p align="justify">l suo  patrimonio di 300 milioni di sterline (430 milioni di euro), affrancandolo dall&#8217;obbligo di cercarsi un lavoro faticoso e malpagato per pagare il mutuo, gli ha consentito la &#8220;libertà di respirare&#8221; (parole sue) &#8211; anche se pare che a Eton Zac non inalasse solo aria, se si vuol credere alla storia della droga rinvenuta nel suo dormitorio, che gli avrebbe procurato l&#8217;espulsione dall&#8217;università. Ma per tipi come lui simili vicende, benché sgradevoli, non comportano solitamente conseguenze irreversibili: infatti, dopo aver trascorso sei mesi a fare il volontario in un progetto umanitario in Hymalaia, (&#8220;una società che per molti versi funziona meglio della nostra, (&#8230;) dove tutte le necessità di base vengono soddisfatte&#8221;), ha assunto la direzione della rivista The Ecologist, fondata una trentina di anni fa dallo zio Teddy.</p>
<p align="justify">Goldsmith, che vive con la <em>favolosa </em>moglie <em>Sheherazade </em>e tre marmocchi in una tenuta nel Devon, abbraccia un credo sostanzialmente anti-capitalista e no-global: ad esempio, sostiene l&#8217;opportunità di aumentare le tasse sui carburanti per impedire gli sprechi folli (parla di tonnellate di mele che, raccolte Inghilterra, vengono ricoperte di un sottile strato di cera in Sud Africa, per poi essere rispedite nel paese di origine, il tutto al solo scopo di farle sembrare più fresche di quello che sono in realtà); inoltre, Zac si oppone fieramente all&#8217;impiego di energia nucleare ed è famoso per aver animato una serie di campagne contro la multinazionale Monsanto.</p>
<p align="justify">Nonostante il suo aperto scetticismo nei confronti dei politici e la sua celebre battuta (&#8220;per farmi votare Conservatore dovrebbero drogarmi prima&#8221;) l&#8217;editor di The Ecologist è diventato consigliere per i temi ecologici di David Cameron e candidato nel suo partito. E ora veniamo alle ragioni per cui mi interessa dedicare spazio a questo personaggio:</p>
<p align="justify">1. perché dimostra che i temi ecologisti non sono appannaggio della sinistra; è bello distruggere i tabù, e in questo caso anche molto logico. In fin dei conti, che cosa chiedono gli ecologisti, se non &#8220;conservare&#8221; (l&#8217;ambiente, le buone tradizioni, le ricette, le abitudini&#8230;)</p>
<p align="justify">2. perché sarebbe ora che i politici fossero <em>smart </em>come Zac e Cameron</p>
<p align="justify">3. perché è giovane e simpatico</p>
<p align="justify">4. perché è ricco sfondato e nessuno lo può comprare; anzi può essere lui a comprare (consenso, azioni legali) qualcosa per il bene dell&#8217;ambiente, e quindi del paese. Un gran numero di Italiani ha pensato la stessa cosa di un famoso personaggio, e si sa come è andata a finire: ammetto pertanto l&#8217;insidiosità dell&#8217;argomentazione, cui mi sento di replicare che avere un presidente del consiglio che cura i suoi affari privati in Parlamento è una cosa, eleggere un nemico delle multinazionali con un portafoglio di 500 milioni di euro è altra cosa</p>
<p align="justify">6.  perché, essendo direttore di una pubblicazione, è possibile che sappia leggere e scrivere (a meno che non abbia un ghost writer)</p>
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		<title>Jaman, Microsoft e altre illusioni sul libero mercato della cultura</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 23:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[UK]]></category>
		<category><![CDATA[diritti digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è questo sito fantastico, www.jaman.com, una bellissima piattaforma che consente di scaricare (in via temporanea o definitiva) migliaia di film indipendenti provenienti da tutto il mondo. Ovviamente, si tratta di titoli non di cassetta, ma la cosa bella è che è possibile usufruirne in modo totalmente legale. Insomma, chi ha ideato questo sito, che ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=111&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/gates.jpg" title="gates.jpg"><img src="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/gates.jpg?w=229&#038;h=169" style="float:left;margin:15px;" alt="gates.jpg" height="169" width="229" /></a>C&#8217;è questo sito fantastico, <a href="http://www.jaman.com/" title="Jaman, independent movies" target="_blank">www.jaman.com</a>, una bellissima piattaforma che consente di scaricare (in via temporanea o definitiva) migliaia di film indipendenti provenienti da tutto il mondo. Ovviamente, si tratta di titoli non di cassetta, ma la cosa bella è che è possibile usufruirne in modo totalmente legale. Insomma, chi ha ideato questo sito, che ha anche un look molto accattivante e un modo particolarmente originale ed attraente di catalogare i titoli e di estrarli (ad esempio, sulla base del nostro umore nel momento in cui vi accediamo) aveva due buone idee: contribuire alla diffusione di materiale spesso di ottima qualità, ma che difficilmente si riesce a reperire nei canali mainstream; strutturare una politica di pricing in grado di disincentivare la pirateria (che resta oggi il modo più attraente per accedere all&#8217;offerta culturale mediatica). In tutte le belle storie, però c&#8217;è un ma, in questo caso è scritto in rosso, a carattere 36 e si può registrare sotto il titolo: gestione internazionale dei diritti d&#8217;autore. Si tratta di quella Matrix di cavilli legali che rendono impossibile la fruizione (a pagamento!) di opere dell&#8217;ingegno umano in certe zone del mondo (che una volta ci avevano detto che era stato rimpicciolito dalla globalizzazione) consentendola però in un altro. Accade così, per esempio, che un bellissimo film danese (Drabet, di Per Fly) sia disponibile sul sito tanto in modalità buy che rent, ma che io non lo possa scaricare&#8230; Questa cosa mi ha molto indispettito: ma non è vero che quando si naviga in internet le particolarità nazionali sono automaticamente abolite? Non siamo un po&#8217; tutti cybercittadini di uno spazio virtuale con regole uniformi? Non è così. Jaman, come tutti gli altri siti commerciali, riesce a capire, leggendo l&#8217;IP del server che ci fa viaggiare nella rete, da quale paese siamo connessi, e quindi fa scattare l&#8217;odiata imposizione di leggi inique, incomprensibili e che oggettivamente troncano le mani e la lingua ad un qualsiasi progetto che, come Jaman, è animato dal luminoso obiettivo di avvicinare diversi lembi di mondo nella fruizione di opere d&#8217;arte realizzate in modo indipendente dai diktat dell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento globale.</p>
<p style="text-align:justify;">Il mio computer di casa, un vecchio pentium 3 asmatico su cui girava l&#8217;ottimo (e gratuito) UBUNTU (per i profani, una distribuzione Linux molto user-friendly, al punto che l&#8217;ho adottata perfino io) è spirato la settimana scorsa. Grande crisi in famiglia, soprattutto per la mia impreparazione ad affrontare la realtà: aggiornare il presente blog da una macchina non di mia proprietà (un portatile aziendale) che pertanto potrebbe essermi tolta in ogni momento&#8230; Sto considerando l&#8217;acquisto di un nuovo pc, e, dovunque cerchi, mi vengono propinate macchine che hanno Windows Vista preinstallato. Ora, io non voglio installare Windows, ma, qualora proprio lo debba fare, vorrei avere come sistema operativo XP, che ho usato per molti anni e che sembra avere molti meno problemi&#8230; di Vista. Ma il buon Bill Gates, e tutti i produttori di computer della sua cricca (Dell, HP per esempio) non solo non vendono macchine con UBUNTU (che va benissimo e soprattutto è completamente gratuito) ma pretendono che con il tuo nuovo pc, ti porti a casa anche il grande casino di Vista. Questo perché zio Bill insiste nelle sue strategie da mafioso: nonostante le varie multe inflittegli dall&#8217;Unione Europea per pratiche anti-concorrenziali, persiste nel suo iter criminale. Obbligare in tutti i modi leciti o meno i nuovi utenti ad utilizzare un sistema operativo che, al netto di qualche fronzolo estetico, fa acqua da tutte le parti (leggete nei <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/education/7063716.stm" title="UK gov.t vs. Microsoft blackmail" target="_blank">paesi seri</a> cosa accade: in Gran Bretagna l&#8217;agenzia informatica del governo sta suggerendo alle scuole di non firmare contratti di licenza con il mafiosetto di Redmond, a causa delle pratiche anticompetitive messe in atto da Microsoft: Italia, dove sei?).</p>
<p style="text-align:justify;">Questi due banalissimi esempi solo per dire che internet ci potrebbe rendere molto più liberi di quanto siamo ora se solo finisse il racket dei diritti d&#8217;autore e di operatori criminali come Microsoft.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/comma22.wordpress.com/111/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/comma22.wordpress.com/111/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comma22.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comma22.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comma22.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comma22.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comma22.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comma22.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comma22.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comma22.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comma22.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comma22.wordpress.com/111/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=111&subd=comma22&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La tolleranza genera mostri?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 22:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[caso italia]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[ Nate per supplire all&#8217;innato e ineliminabile bisogno umano di senso, le religioni finiscono per causare molti guai. Per quanto mi riguarda sono un ex-zelota, e come tale mi riesce particolarmente difficile comprendere come gente sana di mente possa non dico uccidere, ma anche solo alzare la voce in una discussione su temi tanto assurdi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comma22.wordpress.com&blog=2222261&post=100&subd=comma22&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"> <a href="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/sexyburka.jpg" title="sexyburka.jpg"><img src="http://comma22.files.wordpress.com/2007/12/sexyburka.jpg?w=215&#038;h=287" style="float:left;margin:15px;" alt="sexyburka.jpg" height="287" width="215" /></a>Nate per supplire all&#8217;innato e ineliminabile bisogno umano di senso, le religioni finiscono per causare molti guai. Per quanto mi riguarda sono un ex-zelota, e come tale mi riesce particolarmente difficile comprendere come gente sana di mente possa non dico uccidere, ma anche solo alzare la voce in una discussione su temi tanto assurdi quanto i dogmi di una fede. Prendete la religione cristiana: quanto a stravaganza, non è niente male: un dio affetto da schizofrenia dotato di ben tre personalità, peraltro in grado di interagire tra loro con molta armonia; una donna che concepisce senza fare sesso, e che, dopo il parto, resta vergine; un ragazzo che se ne va in giro a fare prodigi, senza far differenza tra semplici trucchi da cabaret (acqua trasformata in vino) e roba davvero forte (tipo resuscitare la gente). Insomma, sarà interessante dal punto di vista storico e antropologico, ma come si può prendere tutto questo sul serio? E le proibizioni? Niente sesso, niente allegria, niente buon senso, la sofferenza elevata a sistema di vita&#8230;</p>
<p align="justify">In questo, per la verità, sono fantastici anche i musulmani, i cui preti stanno superando se stessi, agevolati purtroppo anche dall&#8217;indubbia superiorità culturale di una sistema che mette la tolleranza al di sopra di ogni altro valore. Sto pensando ovviamente alla Gran Bretagna, dove i dipendenti di una catena di supermercati possono fare opt-out ogni volta che alla cassa si presenti un cliente-miscredente che intenda macchiarsi dell&#8217;orrendo crimine di comprare una lattina di birra (ad occhio, se conosco un po&#8217; il Paese, il furbo cassiere lavorerà poco, o finirà per farsi spostare ad altre mansioni più interessanti, visto il consumo di alcolici tipico del paese). Ma ci sono casi più gravi, come l&#8217;agente di polizia che a montare la guardia davanti all&#8217;ambasciata israeliana proprio non ce la fa, si sente male, e viene destinato ad una missione più consona. E medici maschi che non intendono visitare donne (eh già, sono impure) o malati che so, di scolo o di epatite, perché si sono ammalati a causa di una condotta non conforme al costume di un &#8220;buon musulmano&#8221;. Insomma, per la sua grande tradizione di tolleranza, uno dei paesi più civili d&#8217;Europa rischia di precipitare in uno stato di lucida follia che, a tendere, finirà per paralizzarlo.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Anche in Italia, abbiamo pretori che difendono il diritto delle donne di indossare il burka &#8211; sempreché quest&#8217;altra orrenda idiozia sia un diritto e non un obbligo &#8211; difficile capirlo, dato che le donne musulmane contano meno del cane, in casa. E, se è per questo, trovano la solidarietà di una Bindi che scaltramente da un lato accarezza la cieca idiozia della sinistra estrema e dall&#8217;altro si tenta di conquistarsi lo spazio politico per imporci un crocifisso in ogni luoghi pubblici (ove esso mancasse). Ma il pretore italiano va capito &#8211; in fondo c&#8217;è una gara a chi la spara più grossa, e di fronte al barbaro sindaco di Treviso, è bello (nonché piuttosto facile, specie se si sa leggere e scrivere) far la figura dell&#8217;illuminato. Il problema del burka non è (solo) di ordine pubblico: si tratta di un simbolo di sottomissione, odioso e sconcertante, e sono certo che è imposto da mariti analfabeti a mogli e figlie che vivono come schiave. Mi si risponderà che la libertà e l&#8217;emancipazione &#8220;occidentali&#8221; sono in gran parte illusorie, se, come sembra sia il caso, si limitano a garantire la libertà di andare in giro un po&#8217; scollate e con la gonna leggermente sopra il ginocchio&#8230; Ma questa è pur sempre una parvenza di libertà, da cui si può partire: quando si sta dentro un fagotto, relegate e fare le schiave di ogni maschio della famiglia le opportunità sono anche di meno.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Evviva la Francia! Aboliamo TUTTI i simboli di appartenenza religiosa, e viviamo felici.</p>
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