Marianna Madia: perché no?

Febbraio 24, 2008

madia.jpgSì lo so, sono moltissimi i detrattori di Marianna Madia, di destra e di sinistra: c’è chi la attacca perché suo padre (un attore morto tre anni fa) era amico di Veltroni, c’è chi dice che rappresenta solo l’ennesimo trofeo (giovane, bionda e carina) di Walter il comunicatore, c’è chi stigmatizza l’uso del termine “economista” che il leader del PD le ha appioppato, ed infine c’è chi sottolinea che i suoi sponsor viventi sono nomi “pesanti” (Minoli e Letta Jr.).

Scusate, non sono del tutto d’accordo (e magari ne approfitto per ammettere con imbarazzo che a questo punto forse la magia illusionistica di WV, che mi è sempre piaciuto poco, ha contagiato anche me, magari grazie alla speranza di vedere Bonino, Viale e Veronesi a lavorare insieme dentro al PD per un’Italia devaticanizzata).

Come dice molto bene questo articolo in rete (non so se è un originale o una citazione) è soprattutto sul merito, nel caso, che si deve attaccare questa ragazza. Tutte le altre critiche, infatti, sembrano preconcette e faziose: innanzitutto, è stata lei stessa a spendere i nomi dei due personaggi influenti con cui ha collaborato, il che mi sembra una rarità – quante persone raccomandate avete sentito ringraziare i propri sponsor? Io non molti. Inoltre Madia, sia pure anche grazie agli agganci, è autrice e conduttrice di un programma sull’ecologia – non è proprio un risultato da poco, anche se ammetto che non l’ho mai visto e che magari non mi piacerà, e ha anche curato un libro sul welfare. A occhio, dunque, forse due cose (magari appiccicate con lo sputo) sui due temi dominanti del nostro secolo le ha lette. Che poi gli uffici stampa la definiscano “economista” può anche infastidire (anche me, per la verità), ma ditemi, chi non ha un po’ gonfiato il curriculum per tentare di assicurarsi un posto d’interesse?

Al di là di ogni altra considerazione (in rete si sparla anche della sua relazione con il figlio di Napolitano), la verità sembra essere che la gente se la prende con Madia solo perché è una donna, pure bionda. Dice benissimo l’articolo linkato sopra, al punto che lo riporto parola per parola: “Quello che non si deve e non si può fare, invece, è prendersela con lei perché è giovane e bionda. Avere meno di trent’anni, nell’Italia degli ultraottuagenari, non è una virtù: e strappa un sorriso che un paese dilaniato dalla polemica sull’inossidabilità dei vecchi si trovi compatto nel lapidare una donna (per favore, chiamatela donna, non ragazza, come si fa nel resto del mondo con una persona maggiorenne e vaccinata) che ha appunto l’unica colpa di non essere ancora in menopausa.


Oggi il PD mi assomiglia un po’ di più

Febbraio 24, 2008

veronesi.jpgDopo l’ingresso dei Radicali all’interno del Partito Democratico, Veltroni ci regala un’altra piccola assicurazione laica, candidando Umberto Veronesi. Oltre che rappresentare un Italiano che si è fatto onore nella lotta contro il tumore, Veronesi è uno spirito libero, che spesso ci ha stupito ed incantato con le sue esternazioni; di seguito ne ricordo alcune. Sull’orientamento sessuale: “L’umanità sarà bisessuale”; sulle fonti energetiche: “Il governo italiano deve costruire dieci centrali nucleari nei prossimi dieci anni”; sulla moratoria contro l’aborto lanciata da quel furbone di Ferrare: “Sono tutti tentativi in extremis di una Chiesa che sta valutando e verificando la sua perdita di credibilità. E si attacca, purtroppo, sempre di più a posizioni indifendibili”; sulla legge 40, quella che ha cancellato dall’Italia la fecondazione assistita: “Una legge ingiusta, inumana e antiscientifica”. Veronesi ha anche scritto diversi libri divulgativi, tra cui cito alcuni titoli che hanno attirato la mia attenzione: “Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla sofferenza” sull’eutanasia ed il colloquio-intervista a cure di Alain Elkann “Essere laico”.

Appare impossibile più che inopportuno far mancare il proprio sostegno a chi dà fiducia ad una persona che ha salvato e continua a salvare molte vite, letteralmente, e che si è distinto per aver sempre espresso il proprio pensiero con grande libertà ed intelligenza senza curarsi delle polemiche strumentali che i bigotti, gli opportunisti e i bigotti opportunisti vi ricamano attorno. Un utilissimo spirito libero, che, se gli consentiranno di lavorare, potrà fare molto bene al Paese.

All’annuncio – che a me personalmente ha quasi cambiato in meglio la giornata – seguono le inevitabili polemiche: qualche patetico personaggio di centrodestra ha osato paragonare Veronesi a De Mita. Ma De Mita in che cosa si è distinto? Nella esemplare gestione di fondi nota anche con il nome di Irpiniagate? Benedetta dunque la sonora pedata nel culo rifilatagli da Veltroni! E Veronesi, invece? Niente di che, lui si occupava di lotta al cancro, che volete che sia…

Ma la tavola non sarebbe stata completa senza le dichiarazioni di Binetti, che, non paga di aver ipotizzato la vivisezione dell’anziano professore (“È una medaglia a due facce” – dichiara la svergognata al Corriere -. “In lui c’è tanto dell’uomo di cura quanto dell’uomo che ha assunto posizioni in netto contrasto con la cultura cattolica”) si è spinta ad ipotizzare il contrappasso di “pesanti” candidature cattoliche nel PD, al fine di placare l’ira del barbuto Iddio che le parla tutte le sere; quali siano, poi, questi nomi “pesanti”, lo sa solo la Binetti e il barbuto lassù.

PS: avete notato che bell’uomo di classe è UV? E’ pure vegetariano!