Randy Pausch: meravigliosa fonte di ispirazione

Ottobre 3, 2007

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Randy Pausch, professore di computer science della Carnegie Mellon University, sta morendo di cancro. A 46 anni, uno dei padri della realtà virtuale, il 18 settembre ha tenuto la sua ultima lezione di fronte ad un pubblico di 400 tra studenti e colleghi entusiasti. Vi aspettereste un uomo distrutto dalla malattia, ma a salire sul palco è un signore di cui è impossibile indovinare il tormento fisico e psichico: spigliato, simpatico, sorridente e pieno di energia. Una delle sue battute è: “sto meglio di molti di voi che siete venuti qui a sentirmi”.

Ho visto solo una ventina di minuti del file video della sua conferenza, che ha un titolo suggestivo: “avete realizzato i propri sogni di bambino?”. Riporto due delle cose che mi hanno colpito: “continuate a dare delle possibilità alle persone che vi fanno incazzare: nel corso del tempo vi stupiranno, dimostrandosi migliori di quanto crediate” – annotato. E poi, subito dopo aver scorso delle slide su cui ha riprodotto alcune lettere di diniego recapitategli da diversi potenziali datori di lavoro, Pausch mostra una la foto di un muro di mattoni: “questo muro è importante, sta lì per aiutarvi a capire quanto veramente teniate alle cose cui dite di tenere; il muro di mattoni è un ostacolo – ma solo per gli altri.”

Parole da cui trarre ispirazione, anche se è tutta la sua testimonianza, resa al mondo una manciata di giorni prima della sua morte, a commuovere ed ispirare: la dignità, l’allegria e la serenità di questo uomo, l’ironia con cui disinnesca perfino la tetra visione della fine della sua esistenza, così vicina e così certa, sono tutte cose difficili da dimenticare.


Alan Turing: un eroe del nostro tempo

Luglio 10, 2007
E’ del tutto legittimo manifestare a gran voce tutto il nostro orrore per le persecuzioni di cui sono oggetto ancora oggi gli omosessuali, specialmente nei paesi islamici: quando leggiamo di uomini castrati, torturati, umiliati, devastati nel corpo e nella psiche a causa di quello che comanda il cuore e/o per il tipo di divertimento privato che hanno liberamente scelto senza procurare danno ad alcuno, siamo tentati di pensare che in Europa le cose siano del tutto diverse. Ma non è proprio così.
Questo post è dedicato alla memoria di Alan Turing, matematico e filosofo britannico morto (probabilmente) suicida l’8 giugno del 1954. Come ricorda Richard Dawking nel suo splendido libro “The God Delusion”, Turing, oltre ad aver gettato le basi teoriche per la costruzione del primo computer della storia, ad aver ideato l’omonimo teorema, gettate le basi logiche del concetto di intelligenza artificiale, applicato metodi matematici alla biologia, era riuscito a violare l’algoritmo del codice Enigma con il quale i Nazisti trasmettevano informazioni strategiche durante la guerra, riuscendo così a salvare molte migliaia di Inglesi dalle bombe tedesche.

Se alla fine della guerra il suo Paese gli attribuì l’onoreficenza di Officer of British Empire (OBE), gran parte dei suoi meriti non vennero riconosciuti a causa della segretezza in cui erano avvolti. L’Impero inglese, però, non riuscì a “perdonare” a Turing la sua omosessualità – fu infatti a causa della sua relazione con un diciannovenne che il matematico venne incriminato per atti osceni sulla base di una legge del 1885. Turing, con una mossa tanto orgogliosa quanto audace (che ricorda quella a suo tempo inscenata da Oscar Wilde) non solo non negò la relazione con il ragazzo, ma rifiutò apertamente di dichiararsi colpevole di qualcosa che non considerava un delitto. La giustizia britannica (1952!) in alternativa al carcere, lo costrinse ad una massiccia somministrazione di ormoni che lo resero completamente impotente oltre a fargli crescere il seno (di fatto castrazione chimica). Turing, che nella vita non aveva lesinato atteggiamenti anticonformisti e stravaganti decise di togliersi la vita in modo spettacolare, mangiando una mela avvelenata con il cianuro (come Biancaneve di Disney, di cui era solito fischiettare il tema della strega cattiva molti anni prima di togliersi la vita). Non manca chi ha sostenuto che la sua morte sia stata accidentale (uno spuntino fatto dopo aver maneggiato una sostanza tossica) o chi ritiene che sia stato assassinato dalla Sicurezza a causa delle sue preferenze sessuali, che lo rendevano ricattabile e quindi pericoloso per il Regno. Ancora non è chiaro se il logo della Apple (appunto, una mela morsicata) sia un tributo al grande genio o meno.