Nasce theitalianjob

Gennaio 27, 2008

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Era un po’ che mi frullava per la testa: e se tentassi di raccontare questo paese incredibile e pazzo che è l’Italia a chi parla inglese? Lo so, lo so, ci sono i giornali anglosassoni, che in questi mesi si sono scatenati a raccontare i nostri drammi nazionali: eppure, a leggere le colonne del Guardian o del Times non viene fuori proprio tutta la marcia realtà – forse ci sarebbe bisogno di qualcuno che conosca bene l’animale, che ci debba combattere tutti i giorni, per darne una immagine più autentica. Ecco, io mi sono autonominato, anche se il mio inglese è tutto fuorché perfetto e pure se, a pensarci con un po’ di calma l’arroganza di un’idea come questa dovrebbe solo spaventarmi. Giudicate voi: theitalianjob.

I love Firefox: how about you?

Dicembre 4, 2007

firefox

Geniale, delizioso, divertente, istruttivo.

Evviva Mozilla Firefox.


La maternità nobilita Elisabetta Tulliani

Dicembre 3, 2007

Laptop lady

Il difensore della Famiglia Gianfranco Fini, che protegge il sacro fuoco dei valori tradizionali dagli artigli infetti di laicisti e senza dio, è diventato papà di una bella bambina. La maternità, specie quando è frutto del congiungimento con un politico, fa miracoli: il Corriere della Sera (cartaceo, of course) pubblica una bella foto della neo mamma con il pancione, affiancata da un piccolo box colorato dal titolo “Chi è [A capo] Elisabetta Tulliani, 35 anni, la compagna di Fini che lo ha reso padre per la seconda volta, è un avvocato civilista che ha lavorato per un breve periodo in televisione“. Come dire, dal laptop alla lap-dance.

Ecco come un giornale serio diventa un giornale lecchino. Basta poco.


Illuminazioni d’ufficio

Settembre 12, 2007

In quell’ufficio si sarebbe dovuto discutere di come le cose non vadano, delle ragioni per cui una promozione meritata da anni venga inspiegabilmente quanto pervicacemente negata, di quale sia non dico il significato ultimo (per carità) ma anche il terzultimo, della mia presenza in un’azienda impossibilitata ad una vita normale dalla consueta, pericolosissima miscela di improvvisazione, arroganza ed incapacità: esatto, il blues dell’impiegato, triti cliché e deprimente mediocrità.

Ma la sessione si è trasformata in qualcosa di più, e, lo confesso, non ero pronto. No, non ero pronto a sentire una dotta dissertazione su libertà e responsabilità, tanto pomposa e vuota da costringermi a murare l’urlo interiore dietro una facies fasulla di neutrale attenzione.Qualche angolatura spazio temporale si deve essere rotta, e anziché in un triste e sciatto ufficio aziendale, sono nel buio malsano di una chiesa a sentire un sermone domenicale. E sarà la nostalgia di un tempo lontano dove le cose avevano un senso univoco ed erano molto più semplici ad interpetarsi – per non voler parlare dell’autentica tristezza che in questi giorni a volte mi riempie come se fossi un bicchiere – o forse l’età che avanza, o magari il fatto che mi sono imbattuto in questo brano leggendo un libro di Nick Hornby, mi è venuta in mente la

prima lettera di San Paolo ai Corinzi e al suo meraviglioso linguaggio poetico, capace di parlare a tutti, credenti e non:

“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’amore, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.” [ecco quello che mi sembravano quelle parole, deng deng deng!, qualsiasi cosa sia poi un cembalo tintinnante...]

E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi l’amore, non sono nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi l’amore, niente mi giova.”

Ho provato a sostituire alla parola “amore”, sdolcinata ed inevitabilmente generica, un altro concetto: buonsenso (qualunquista), civiltà (specifico e banale), intelligenza emotiva (forse, ma troppo utilitaristico) – ma forse è proprio quella lì la parola che ci va e che funziona. E’ proprio questa la cosa che ci manca tanto.


Egotismo

Luglio 29, 2007

Il dottor Sodomotto si è allontanato qualche giorno dalla miasmatica città nella quale vive. Come da copione, ha sofferto, pure nel suo buen ritiro, di qualche problema di salute fisica e psichica e pertanto ha deciso di ricominciare a postare i suoi sfoghi vanagloriosi a partire da domani. Per il momento, pensa solo a sé, e alla sua anima, come dice bene questo cartello fotografato in ospedale.


La lungimiranza degli oggetti

Giugno 4, 2007


Alle volte le cose sono dotate di una ironia tutta loro, si animano – le loro molecole spingono forte verso l’esterno, si sforzano come possono per comunicarci qualcosa di misterioso, quasi fossero dotate di una loro intelligenza.

Guardate che tipo di messaggio inquietante (e profetico) ha voluto darci mesi fa la targhetta del pianerottolo…


Organigramma

Giugno 4, 2007


Finalmente è uscito l’Orgasmigramma!

L’ennesimo momento forte della mia presenza in questa organizzazione.

Lo ammetto, sono scosso – come potrebbe essere diversamente? Cosa pensate che accada sotto questa camicia a righe, così seria? Sotto, c’è un cuore che palpita, mica una pompa meccanica!

Una volta di più, la mia dedizione sarà premiata, il mio ego vellicato, il folto pelo che copre le mie chiappe accuratamente pettinato.

Sono… felice!