“L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, incautamente definito dall’editore “una commedia”, è un libro scritto in modo sublime, illuminato da una grazia orientale e impreziosito da un rabbioso desiderio di abbattere i luoghi comuni. Protagoniste due donne: la portinaia di un condominio del VII Arrondissement parigino, e una delle due figlie di una sconquassata famiglia altoborghese di sinistra.
Entrambe nascondono inconfessati segreti: la portiera Renée, che a chi non la conosce appare una donnetta brutta, trasandata, brusca e teledipendente, si rivela una raffinata studiosa autodidatta, mentre la dodicenne Paloma, introversa ed enigmatica per i suoi familiari, è in realtà dotata di una formidabile intelligenza con la quale scandaglia freddamente le contraddizioni borghesi che la circondano con l’unico obiettivo di scovare finalmente una ragione per vivere.
Se lo stile di Barbery, professione filosofa, è perfetto e scintillante – in brevi e deliziosi capitoli, i personaggi vengono acutamente disegnati e le situazioni mirabilmente rappresentate – L’”Eleganza del riccio” non mi ha convinto completamente: in primo luogo, giocare nello stesso libro sull’accumulo di due personaggi così ambivalenti è artificioso e nuoce alla credibilità e alla freschezza della storia.
Inoltre, “psicoanalizzare” Renée, spiegare cioè con il (solito) trauma di gioventù il nascondimento della sua raffinata vita intellettuale ed emotiva, mi è sembrato un espediente trito e anche fuori luogo.
Nonostante la protagonista sia Renée (è lei ad essere “elegante come un riccio”) io credo che Paloma sia un personaggio molto più efficace ed abrasivo: impossibile restare indifferenti davanti a questa brillante fanciulla, e al modo impietoso con cui inchioda i conviventi alle loro ipocrisie e piccinerie.
L’eleganza del riccio – Muriel Barbery – Edizioni E/O – pp. 387 – EUR 18,00


Agosto 26, 2009 alle 4:55 pm |
Un libro colmo di interpretazioni dell’esistenza umana appropriate e mosse dall’originale punto di vista di una eccellente colta portinaia e da una intellligente e matura ragazzina. Originale il binomio fra i 2 personaggi: dimostra che la ricerca del senso dell’esistenza non ha età, limiti sociali e alcuna differenza fra gli uomini.
Il libro è molto convincente contro qualsiasi dubbiosa e sterile critica. Che la Muriel ne scriva altri!
Francesco Iannone