Aborto di pensiero

liar.jpgContinua l’offensiva clericale contro l’aborto. Il Gotha dei ginecologi di Roma, la città ospitata dallo Stato vaticano, ha pubblicato un documento nel quale si sostiene che un feto prematuro di 22 settimane va rianimato anche contro il volere dei genitori. Si sa, le tecniche di rianimazione neonatale hanno compiuto progressi impressionanti: prenderne atto è piacevole, giusto e doveroso; triste è invece constatare come i papisti si sforzino di utilizzare il dato scientifico per portare acqua mistificante al mulino della loro agenda clericale, che ha l’obiettivo primario di sottrarre legittimità morale alla scelta abortiva.

Mi pare significativo segnalare che a sentire l’urgenza di dare direttive in materia siano stati proprio i capi dei dipartimenti di ginecologia della Città Eterna, dove evidentemente per fare carriera è inevitabile piegarsi ai diktat d’Oltre Tevere. Non sfugga il fatto che la conferenza stampa che ha diffuso la notizia si è svolta a margine di un convegno il cui titolo “Giornata per la Vita”, ad occhio non del tutto avulso dal mondo degli esecrabili baciapile che mi piacerebbe tanto vedere in esilio (il tipo di ginecologi “cattolici”, per esempio, che suggeriscono a mezza bocca che sì, si può abortire, ma che poi, essendo loro “obiettori di coscienza” rifiutano l’obbligatoria assistenza alla paziente, spedendola in laico pellegrinaggio alla ricerca di un medico disposto a rendersi utile).

E come è bella, facile e demente questa retorica della “vita” che lorsignori vanno predicando: vita come pulsare di un cuore, e peccato se poi il conto dell’infelicità, della miseria e dell’orrore di una esistenza impossibile non lo devono pagare loro. Una “morale” molto italiana: principi inderogabili – per gli altri. Irresponsabili decisi a “rianimare” un feto senza futuro anche senza il consenso dei genitori. Vedete: questa fattispecie è costruita con evidente riferimento ad un caso specifico: quale futuro (potenziale?) genitore non chiederebbe ai medici di fare tutto il possibile per concedere un’opportunità ad un feto uscito troppo presto (e per scelta del caso) dal suo comodo utero? L’obiettivo qui sono chiaramente quelle coppie che hanno dovuto fare la dolorosa scelta di negarsi la paternità e la maternità perché, oltre alla vita biologica hanno a cuore un concetto un po’ più ampio (e serio) di vita: una vita “normale” cui sia garantito un minimo indispensabile di qualità, di elementi necessari e non sufficienti a caratterizzare un’esistenza degna di essere vissuta. Non basta il dolore di questa scelta durissima. Non basta la lotta contro un sistema che, al di là degli sproloqui che tocca leggere e sentire ogni giorno, non garantisce l’accesso all’aborto ma anzi lo rende di fatto quasi impossibile. No, bisogna colpevolizzare inutilmente le persone, metterle di fronte allo spettro di un feto abortito e ancora abbastanza vitale da essere collegato ad una macchina che lo terrà in vita qualche ora, giusto il tempo di straziare un altro po’ tutti.

In fondo, i casi di aborto così tardivo sono quasi esclusivamente causati dalla scoperta di gravi malformazioni nel feto, non visibili in una fase meno avanzata di gestazione; ma ormai sappiamo tutti (anche gli atei e i buddisti e i protestanti, dato che c’è sempre qualche prete in TV che ce li rompe con queste stronzate) che la vita, sia pure di merda è dono del Signore, e quindi bisogna consentire e anzi magari deliberatamente incentivare la nascita di infelici.

4 Risposte a “Aborto di pensiero”

  1. Julian Hot Dice:

    La chiesa cattolica è una cappa oppressiva sulle vite della gente. Soffoca la libertà di pensiero e non tollera non dico opinioni contrastanti, ma, peggio ancora, comportamenti che ritiene sbagliati. Roma soffre più di altri luoghi questo problema. Non vedo soluzione pratica, sinceramente. Forse però il problema è minore di quel che sembra, grazie all’ipocrisia. Mi spiego: in realtà chi ci crede veramente a quello che dice la chiesa, è una minoranza. Gli altri o non ci credono, o sono ipocriti. Meglio ipocriti che zeloti.

  2. tasmaniandevil Dice:

    Qualche volta capita che gli zeloti spesso siano anche ipocriti. E poi, questa battaglia contro l’aborto, che di giorno in giorno sta diventando più demenziale e virulenta, è capitanata da Ferrara. Ecco, lui non è uno zelota, visto che, con irritante ossimoro, si definisce “ateo devoto”. Come definiresti uno che va propalando un’agenda clericale talmente oscurantista ed irrazionalista da far invidia all’Iran, ma che si professa ateo? Bè, la parola è ipocrita. Mi è capitato di confrontarmi ultimamente con una coppia di zeloti; loro io non li condivido, ma li capisco, Ferrara no.

  3. olpa Dice:

    me dispiase ma…. copar l’è copar.

  4. Il documento del FNOMCeO e le bugie dei preti « comma 22 Dice:

    [...] del feto (i genitori). Qualcosa di ben diverso da quanto sostenuto dai ginecologi romani nel loro outing filo-clericale di qualche settimana [...]

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