“Salvare il capitalismo dai capitalisti”

northern-rock.jpgCosì recita il libro scritto dal professor Raghuram Rajan assieme al collega Luigi Zingales, la cui tesi può essere così riassunta: il libero mercato, per produrre opportunità e sviluppo, deve essere difeso da chi vi occupa nel posizioni dominanti e si oppone al dispiegarsi degli effetti benefici della competizione. La società – e quindi il governo – deve dare una mano per garantire al mercato di essere veramente libero. Sembra quasi un paradosso, ma a me pare un approccio cristallino ed efficace.

In un recente articolo sul Financial Times, Raghuram spiega che crisi sistemiche come quelle innescate dai mutui sub-prime sono causate dai bonus concessi ai manager delle merchant bank: poiché essi vengono remunerati sulla base dei profitti che portano a casa, ma se le loro strategie producono disastri non subiscono conseguenze, esiste un robusto incentivo a mettere in atto comportamenti pericolosi. A riprova di questa tesi si pensi che Morgan Stanley, che pur avendo annunciato 9.4 miliardi di dollari di perdite nel quarto trimestre 2007 ha visto nello stesso esercizio crescere il valore delle risorse destinate ai bonus del 18%.

Per aggiungere valore (o “alfa”), un buon finanziere può sfruttare le seguenti leve: 1) fiuto; 2) attivismo; 3) creatività. Si ha fiuto quando si riesce a capire quali attività sul mercato sono valutate meno delle loro effettive potenzialità. Per attivismo si intende l’abilità di “comprare controllo” in un’azienda e lavorarci sopra in modo tale da modificare il payout del titolo azionario che la rappresenta. Quando si creano a tavolino strumenti o flussi di cassa ritagliati per investitori o esigenze specifiche, invece, si è creativi (a meno che non si stiano sfruttando i punti deboli o l’ignoranza della controparte – accade anche questo).

Solo un pugno di individui ha la stoffa per creare vero “alfa”; un sistema premiante basato sul profitto di breve periodo tende però a far prosperare altri soggetti che generano un “falso alfa” mettendo in atto strategie con ritorni sensibilmente superiori alla media quale contropartita di una perdita drammatica anche se assai improbabile. Esattamente quello che hanno fatto alla Northern Rock, prendendo a prestito a breve e finanziando a lungo periodo – si suppone di quando in quando raccogliendosi in preghiera per scongiurare l’improbabile crisi di liquidità che si è però realmente verificata.

Poiché dunque l’abilità dei manager finanziari si misura nel lungo periodo, Raghuram Rajan propone di mantenere una parte rilevante del loro stipendio in un conto vincolato, con la possibilità per gli azionisti di riprenderselo in tutto o in parte se la strategia che ha funzionato bene per un po’ finisce in un disastro.

Lascia un commento