In Cina si riciclano i preservativi usati? Ma per favore!

condomaniaNel film “Delicatessen” di Jeunet e Caro compare un Rilevatore di Cazzate, vale a dire un dispositivo che emette uno squillo di tromba ogni volta che qualcuno la spara grossa nel suo raggio di azione (tenerlo spento in ufficio). Purtroppo dal 1991 (anno della memorabile pellicola cannibale) oltre 16 anni sono passati senza che scienza e tecnologia siano riuscite a trasformare in realtà l’apparecchio partorito dal geniale delirio dei due francesi – anche se oggi sarebbe più utile programmare un plug-in da installare direttamente nel browser, dotato di uno speciale algoritmo caccia-stronzate, che segnali strombazzando tutte le notizie fasulle che compaiono in Rete… (d’ora in poi, in questo blog, il plugin immaginario si chiamerà Delicatessen).

Fosse esistito Delicatessen, e l’avessi installato nel mio fedele Firefox, l’avrei provato su questa notizia riportata da un giornale indiano online (Daily News and Analysis, DNA) il 14 novembre, secondo cui nei mercatini e in alcuni parrucchieri di Dongguan e di Guangzhou si venderebbero braccialetti di gomma e fermacapelli particolarmente economici, fabbricati con i preservativi usati. DNA, che a quanto sembra riprende una notizia originariamente lanciata da China Dail, cita un medico (il signor Dong, omonimo di qualche milione di connazionali): “se si mettono in bocca questi oggetti mentre si legano i capelli in una crocchia o in una treccia, si rischia di contrarre l’AIDS, un papilloma o altre infezioni genitali”.

E’ evidente che si tratta di una (originale e divertente) leggenda metropolitana, se non altro perché andare a rovistare nella spazzatura per raccogliere i preservativi usati della gente (ammesso che si trovi un pervertito disposto a farlo) finirebbe per rendere il prodotto derivato dal loro riciclaggio più costoso di quello realizzato in modo tradizionale. Probabilmente è vero che una partita di preservativi non vendibili per qualche difetto di produzione è stata effettivamente riciclata per produrre altri oggetti (anche se mi pare strano perché la gomma dei condom, se esposta all’aria per un po’, pare diventi presto inutilizzabile): poi qualche spiritoso ha pensato che così la storia mancava di appeal, e ha deciso di aggiungerci un tocco di trash-horror.

Sul blog di una tizia indiana, che in un post ha citato integralmente l’articolo dopo una frase lapidaria su quanto le cose vanno male nel mondo a causa dei Cinesi, una cosa così, ho letto molti commenti risentiti, ma nessuno che avanzasse qualche sospetto sulla veridicità della storia che li stava scaldando tutti così tanto. E’ vero, si sono verificati molti spiacevoli incidenti a causa della pessima qualità di molti prodotti cinesi, ma ormai reagiamo in modo emotivo e quasi psicotico, senza prima riflettere se quello che ci fa arrabbiare… ci deve far veramente arrabbiare. A questo proposito può aiutare rilevare che, oltre al giornale indiano, a riprendere la notizia è stato anche Yahoo! News Canada.

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