Ladri di banda (WI-FI)
Da quando in Gran Bretagna è stato approvato il Communication Act (2003) il piggybacking (”agganciare” il proprio pc alla rete wi-fi non protetta del vicino) non è più un comportamento scorretto ma un reato: secondo il Times, ben 11 persone colpevoli di “freeloading” sono state arrestate. Pur essendo il wi-fi tapping quasi sempre un crimine senza vittime, il “ladro di connettività” che scarichi file pesanti o si metta a giocare online può utilizzare così instensamente la capacità della rete da rallentarne drasticamente le prestazioni danneggiando così il legittimo beneficiario; tuttavia, la legge non ritiene rilevante questo danno potenziale, dato che punisce “chi si assicura un accesso alla rete in modo disonesto in modo tale da evitarne il costo”.
Il vero obiettivo di questa azione repressiva è di colpire chi si nasconde dietro l’hackeraggio della connessione per poter perseguire fini odiosi, illeciti ed illegali (pedofilia, terrorismo…): infatti, punendo allo stesso modo chi si limita a scaricarsi una volta la posta elettronica usando la rete dello studio legale vicino e chi si nasconde dietro al piggybacking per commettere reati gravissimi, la legge limita il ricorso a questo comportamento, obbligando nel contempo il legittimo beneficiario del servizio a prendere tutte le precauzioni utili a rendere la vita del pirata il più difficile possibile (firewall, password complesse e cambiate di frequente eccetera…).
Julian Baggini (autore del geniale saggio “Il maiale che vuole essere mangiato ed altri 99 esperimenti mentali”, Cairoeditore 2006) nel suo commento sul Guardian ritiene ingiustificato tutto questo rumore attorno ad un fenomeno tutto sommato banale: infatti, nei casi limite (che però sono i primi che ci vengono in mente) è il fine (la pedofilia, l’omicidio sistematico) ad essere illecito, non il mezzo, senza contare che, in ogni caso, non siamo noi, ma l’hacker a commettere il reato. Tuttavia, è sufficiente anche il remoto rischio di un potenziale coinvolgimento in un’indagine di polizia (che comunque non avrebbe noi come oggetto) a farci alzare barriere: “questo atteggiamento negativo e paranoide sta rimpiazzando la filosofia di apertura che un tempo internet sembrava promettere“. Gli ingiustificati timori di cui siamo vittime ed estensori, insomma, non sono altro che “un esempio di come un eccesso di prudenza ci spinga a chiuderci di fronte agli estranei, in senso proprio e figurato. Anziché dimostrare gentilezza agli altri e concedere il beneficio del dubbio, tendiamo a mostrare loro sempre di più la nostra paura, il che è negativo per loro e per noi“.
