Randy Pausch: meravigliosa fonte di ispirazione

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Randy Pausch, professore di computer science della Carnegie Mellon University, sta morendo di cancro. A 46 anni, uno dei padri della realtà virtuale, il 18 settembre ha tenuto la sua ultima lezione di fronte ad un pubblico di 400 tra studenti e colleghi entusiasti. Vi aspettereste un uomo distrutto dalla malattia, ma a salire sul palco è un signore di cui è impossibile indovinare il tormento fisico e psichico: spigliato, simpatico, sorridente e pieno di energia. Una delle sue battute è: “sto meglio di molti di voi che siete venuti qui a sentirmi”.

Ho visto solo una ventina di minuti del file video della sua conferenza, che ha un titolo suggestivo: “avete realizzato i propri sogni di bambino?”. Riporto due delle cose che mi hanno colpito: “continuate a dare delle possibilità alle persone che vi fanno incazzare: nel corso del tempo vi stupiranno, dimostrandosi migliori di quanto crediate” – annotato. E poi, subito dopo aver scorso delle slide su cui ha riprodotto alcune lettere di diniego recapitategli da diversi potenziali datori di lavoro, Pausch mostra una la foto di un muro di mattoni: “questo muro è importante, sta lì per aiutarvi a capire quanto veramente teniate alle cose cui dite di tenere; il muro di mattoni è un ostacolo – ma solo per gli altri.”

Parole da cui trarre ispirazione, anche se è tutta la sua testimonianza, resa al mondo una manciata di giorni prima della sua morte, a commuovere ed ispirare: la dignità, l’allegria e la serenità di questo uomo, l’ironia con cui disinnesca perfino la tetra visione della fine della sua esistenza, così vicina e così certa, sono tutte cose difficili da dimenticare.


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